Le persone anziane con problemi di salute hanno spesso esigenze di assistenza che il sistema sanitario tende ad ignorare, a volte per oggettive carenze ma a volte anche in maniera del tutto ingiustificata ed anche illegittima. Numerose sono infatti le basi giuridiche che dovrebbero garantire i diritti degli anziani a cominciare dall’art. 25 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea . Come insegna l’Azzeccagarbugli, ciò è di per sè un indicatore dell’esistenza di un problema irrisolto.

In questa pagina pubblichiamo alcuni fac simili di lettere utilizzabili per i problemi più frequenti. Non sempre ciò porterà ad una soluzione immediata ma, per lo meno, sarà documentata una richiesta poi utilizzabile per ulteriori passi.

Dimissioni ospedaliere di persone bisognose di assistenza “scaricate” sulla famiglia

Succede ancora che i reparti ospedalieri cerchino di dimettere persone anziane, ancora bisognose di cure e non in grado di rientrare con sicurezza al proprio domicilio, scaricando sui “parenti” il compito di trovare una soluzione. Queste prassi, se attuate da ospedali pubblici o da ospedali privati accreditati (cioè che ricevono finanziamenti pubblici per svolgere il servizio pubblico come si deduce dal fatto che il degente non paga di tasca sua perché per lui paga la Regione) sono totalmente illegittime. Chi si trova in queste condizioni, infatti, ha diritto alla dimissione protetta disciplinata, a livello nazionale, dall’art. 22 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 12 gennaio 2017 concernente i livelli essenziali di assistenza (LEA) cioè le prestazioni sanitarie minime che ogni regione è tenuta a fornire ai suoi cittadini pena il commissariamento. Lo stesso obbligo è dettagliatamente previsto come Livello Essenziale di prestazione Sociale (LEPS) fin dal Piano Nazionale degli Interventi e dei Servizi Sociali 2021-2023 al punto 2.7.3 “Scheda LEPS Dimissioni Protette” che, in sintesi, impone all’Ospedale (e non certo ai parenti) di coordinarsi con i servizi territoriali e con il medico di fiducia per organizzare l’assistenza domiciliare o il ricovero in struttura adeguata fino a risoluzione del problema. Purtroppo l’organizzazione degli interventi spetta alle Regioni, che lo fanno in ordine sparso. La Lombardia, ad esempio, ha di fatto demandato alle singole Aziende Territoriali Sanitarie (ATS) la applicazione concreta della norma e queste ultime hanno provveduto attraverso accordi o protocolli con i diversi ospedali. Di seguito alleghiamo tre fac simili da adattare alle diverse situazioni.

Fac simile di richiesta sospensione dimissione per i residenti in ATS Brescia con riferimento al protocollo locale o, per residenti altrove, con riferimento alla normativa nazionale.  Per chi risiede altrove consigliamo però anche di cercare on line “dimissioni protette ASL di … (o come si chiama in quella regione) verificando gli accordi o protocolli locali.

Fac simile per segnalare la mancata applicazione dell’eventuale accordo o protocollo locale norma (da adattare alla situazione verificata in loco)

Fac simile per segnalare la mancata applicazione delle norme nazionali in mancanza di norme locali

Rette RSA per persone dementi spettano totalmente alla Regione

Le rette per il ricovero in RSA di persone dementi, secondo numerose sentenze, dovrebbero essere a carico interamente della Regione ma spesso vengono in buona parte accollate alla famiglia.